L’analisi fondamentale e l’analisi tecnica, le principali scuole di pensiero quando si tratta di avvicinarsi ai mercati, sono agli estremi opposti. Entrambi i metodi sono utilizzati per la ricerca e la previsione dell’andamento futuro dei prezzi delle azioni e, come ogni strategia o filosofia d’investimento, hanno entrambi i loro sostenitori e avversari.
L’analisi fondamentale è un metodo per valutare i titoli cercando di misurare il valore intrinseco di un’azione. Gli analisti fondamentali studiano tutto, dalle condizioni generali dell’economia e dell’industria alla condizione finanziaria e alla gestione delle aziende. Guadagni, spese, attività e passività sono tutte caratteristiche importanti per gli analisti fondamentali.
L’analisi tecnica si differenzia dall’analisi fondamentale in quanto il prezzo e il volume del titolo sono gli unici input. L’assunto di base è che tutti i fondamentali noti vengono considerati nel prezzo; non è quindi necessario prestare molta attenzione ad essi. Gli analisti tecnici non cercano di misurare il valore intrinseco di un titolo, ma utilizzare invece i grafici delle azioni per identificare modelli e tendenze che suggeriscono ciò che un titolo farà in futuro.
Limitazioni dell’analisi tecnica
Efficient Market Hypotesis
Alcuni analisti e ricercatori accademici si aspettano che l’ipotesi della efficienza del mercato (efficient market hypotesis) dimostri perché non dovrebbero aspettarsi che le informazioni utilizzabili siano contenute nei dati storici sui prezzi e sui volumi. Tuttavia, con lo stesso ragionamento, nemmeno i fondamenti del business dovrebbero fornire informazioni utilizzabili. Questi punti di vista sono noti come la forma debole e semi-forte dell’efficient market hypotesis.
Random Walk Theory
Un’altra critica all’analisi tecnica è che la storia non si ripete esattamente, per cui lo studio dei modelli di prezzo è di dubbia importanza e può essere ignorato. I prezzi sembrano essere meglio modellati assumendo un successivo movimento casuale dei prezzi (random walk theory).
Una terza critica all’analisi tecnica è che in alcuni casi funziona, ma solo perché costituisce una profezia che si auto avvera. Ad esempio, molti trader tecnici inseriranno un ordine stop-loss al di sotto della media mobile di 200 giorni di una certa azienda. Se un gran numero di trader lo ha fatto e le azioni raggiungono questo prezzo, ci sarà un gran numero di ordini di vendita, che spingerà le azioni verso il basso, confermando il movimento dei trader previsto.
In seguito, altri trader vedranno il prezzo diminuire e venderanno anche le loro posizioni, rafforzando la forza della tendenza. Questa pressione di vendita a breve termine può essere considerata auto avverante, ma avrà poca influenza su dove il prezzo dell’asset sarà tra settimane o mesi. In sintesi, se un numero sufficiente di persone utilizza gli stessi segnali, potrebbero causare il movimento predetto dal segnale, ma nel lungo periodo questo unico gruppo di trader non può guidare il prezzo.
Vi sono altri modi per approcciarsi al mercato azionario …. li vedremo in seguito …
Gli analisti tecnici si aspettano che i prezzi, anche in movimenti casuali del mercato, mostrino tendenze indipendentemente dal time frame osservato. In altre parole, è più probabile che il prezzo di un’azione continui un trend passato piuttosto che si muova in modo irregolare. Molte strategie di trading si basano su questo presupposto.
La storia tende a ripetersi
Gli analisti tecnici ritengono che la storia tenda a ripetersi. La natura ripetitiva dei movimenti dei prezzi è spesso attribuita alla psicologia del mercato, che tende ad essere molto prevedibile sulla base di emozioni come la paura o l’eccitazione. L’analisi tecnica utilizza modelli grafici per analizzare queste emozioni e i successivi movimenti del mercato per capire le tendenze. Anche se molte forme di analisi tecnica sono state elaborate da oltre 100 anni sono ancora ritenute rilevanti perché illustrano modelli nei movimenti dei prezzi che spesso si ripetono.
Come si usa l’analisi tecnica
L’analisi tecnica cerca di prevedere il movimento dei prezzi di quasi tutti gli strumenti negoziabili che sono generalmente soggetti alle forze della domanda e dell’offerta, comprese le azioni, le obbligazioni, i futures, le commodities e le coppie di valute.
Quindi possiamo considerare l’analisi tecnica come lo studio delle forze della domanda e dell’offerta che si riflettono nei movimenti dei prezzi di mercato di un titolo. L’analisi tecnica si applica più comunemente alle variazioni di prezzo, ma alcuni analisti tengono traccia di numeri diversi dal semplice prezzo, come ad esempio il volume delle negoziazioni.
In tutto il settore ci sono centinaia di modelli e segnali che sono stati sviluppati dai ricercatori per supportare il trading di analisi tecniche. Gli analisti hanno anche sviluppato numerosi tipi di sistemi di trading per aiutarli a prevedere e effettuare operazioni. Alcuni indicatori sono focalizzati principalmente sull’identificazione dell’attuale tendenza del mercato, incluse le aree di supporto e resistenza, mentre altri sono focalizzati sulla determinazione della forza di una tendenza e sulla probabilità della sua continuazione. Gli indicatori tecnici e i modelli grafici comunemente utilizzati includono linee di tendenza, canali, medie mobili e indicatori di momentum.
In generale, gli analisti tecnici esaminano i seguenti tipi generali di indicatori:
L’analisi tecnica è una disciplina utilizzata per valutare le opportunità di trading, analizzando il movimento dei prezzi e il volume collegato.
A differenza dell’analisi fondamentale, che cerca di valutare il valore di un titolo sulla base dei risultati di business come vendite e guadagni, l’analisi tecnica si concentra sullo studio dell’andamento dei prezzi e del volume.
L’utilizzo dell’analisi tecnica è per lo più finalizzata a generare segnali di trading.
L’analisi tecnica può essere utilizzata su qualsiasi titolo che abbia dati storici. Ciò include azioni, futures, materie prime, reddito fisso, valute e altri titoli. Questa sua flessibilità d’impiego ne spiega in parte il suo successo. Ulteriore aspetto positivo, a differenza dell’analisi fondamentale, non richiede un precedente percorso formativo in materie finanziarie o aziendalistiche.
Le basi dell’analisi tecnica
L’analisi tecnica è stata introdotta per la prima volta da Charles Dow e dalla sua Teoria sul finire del 1800.
Charles Dow
Successivamente diversi ricercatori hanno contribuito ulteriormente ad estendere i concetti della Teoria di Dow, contribuendo ad approfondirne la base.
Ad oggi, l’analisi tecnica si è evoluta fino a comprendere centinaia di modelli e segnali sviluppati in anni di ricerca.
L’analisi tecnica opera partendo dal presupposto che l’attività di trading passata e le variazioni di prezzo di un titolo possono essere indicatori dei futuri movimenti di prezzo del titolo stesso, se abbinati ad adeguate regole operative.
Gli analisti professionisti spesso utilizzano l’analisi tecnica in combinazione con altre forme di ricerca.
I traders retails possono prendere decisioni basate esclusivamente sui grafici dei prezzi di un titolo e su statistiche simili, ma gli analisti azionari di alto livello raramente limitano la loro ricerca alla sola analisi fondamentale o tecnica.
I presupposti dell’analisi tecnica
I metodi più utilizzati per analizzare i titoli e prendere decisioni di investimento sono l’analisi fondamentale e l’analisi tecnica.
L’analisi fondamentale consiste nell’analizzare il bilancio di un’azienda per determinare il fair value dell’attività, mentre l’analisi tecnica presuppone che il prezzo di un titolo rifletta già tutte le informazioni disponibili al pubblico e si concentri invece sull’analisi statistica dei movimenti dei prezzi.
L’analisi tecnica cerca di capire il sentimento del mercato che sta dietro all’andamento dei prezzi cercando modelli e tendenze piuttosto che analizzare gli attributi fondamentali di un titolo.
Charles Dow pubblicò una serie di editoriali che discussero la teoria dell’analisi tecnica. I suoi scritti includevano ipotesi di base che hanno contribuito a costituire il quadro di riferimento per il trading.
Gli analisti tecnici ritengono che tutto, dai fondamenti di un’azienda ai fattori di mercato in senso lato fino alla psicologia di mercato, sia già quotato in borsa. Questo punto di vista è congruente con l’ipotesi dei mercati efficienti che presuppone una conclusione simile sui prezzi.
L’unica cosa che rimane da fare è quindi l’analisi dei movimenti dei prezzi, che gli analisti tecnici considerano come il prodotto della domanda e dell’offerta di un determinato titolo sul mercato.
21 Firstfield Road Gaithersburg, MD 20878 United States
Sector: Healthcare Industry: Biotechnology Full Time Employees: 165
NASDAQ : NVAX
NEWS : Novavax ha ricevuto 384 milioni di dollari di finanziamento dalla Coalition of Epidemic Preparedness Innovations per sviluppare NVX-CoV2373 come vaccino per COVID-19
Novavax CEO talks receiving $384 million in CEPI funding for coronavirus vaccine candidate
Novavax, Inc. è un’azienda biotecnologica impegnata a fornire prodotti innovativi per la prevenzione di un’ampia gamma di malattie infettive.
La Novavax utilizza l’innovativa tecnologia brevettata dei vaccini a nanoparticelle ricombinanti, produce vaccini atti a rispondere in modo efficiente ed efficace alle minacce di malattie sia note che emergenti. I vaccini in fase di studio sono nanostrutture tridimensionali geneticamente ingegnerizzate che incorporano proteine ricombinanti fondamentali per la patogenesi delle malattie.
La pipeline di prodotti si rivolge a una varietà di malattie infettive, come i vaccini per il virus respiratorio sinciziale (RSV), per l’influenza stagionale e per il virus Ebola (EBOV) e un programma preclinico per un vaccino respiratorio combinato, così come altri vaccini per malattie infettive.
Panoramica aziendale
La Novavax ha sede a Gaithersburg, Maryland, con ulteriori strutture a Uppsala, Svezia. E’ quotata sul mercato azionario del Nasdaq con il simbolo NVAX ed ha come focus lo sviluppo di nuovi vaccini per affrontare le malattie infettive.
Novavax scores $384M deal
CLINICAL STAGE PIPELINE
La pipeline di prodotti include vaccini progettati per ottenere risposte immunitarie differenziate con il potenziale di fornire una maggiore protezione rispetto ai vaccini di vecchia concezione. La tecnologia delle nanoparticelle prende di mira gli antigeni con epitopi conservati essenziali per la funzione virale. A differenza dei vaccini tradizionali che “imitano” i virus e suscitano risposte immunitarie naturali ad essi, queste nanoparticelle sono progettate per suscitare risposte immunitarie differenziate, che possono essere più efficaci dell’immunità naturale. Questa tecnologia di produzione di vaccini ha il potenziale di essere applicata a una vasta gamma di malattie infettive umane.
L’influenza è una malattia infettiva a livello mondiale che si manifesta negli esseri umani con sintomi che vanno da lievi a quelli che mettono in pericolo la vita. La malattia grave si verifica non solo nelle fasce di popolazioni sensibili, come i bambini e gli adulti più anziani, ma anche nella popolazione generale, in gran parte a causa di ceppi unici di influenza per i quali la maggior parte degli esseri umani non ha sviluppato anticorpi protettivi. Le stime attuali sulla crescita del vaccino contro l’influenza stagionale, nei sette principali mercati (Stati Uniti, Giappone, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito), mostrano un potenziale aumento da circa 3,2 miliardi di dollari nella stagione 2012-13 a 5,3 miliardi di dollari entro la stagione 2021-2022.
Il Comitato consultivo per le pratiche di vaccinazione del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) raccomanda che tutte le persone di età pari o superiore ai sei mesi siano vaccinate ogni anno contro l’influenza stagionale. L’influenza è un onere importante per la salute pubblica in tutto il mondo: si stima che un milione di decessi ogni anno siano attribuiti all’influenza. Si stima inoltre che, ogni anno, l’influenza attacca tra il 5% e il 10% degli adulti e tra il 20% e il 30% dei bambini, causando livelli significativi di malattia, ospedalizzazione e morte. I vaccini ricombinanti contro l’influenza stagionale hanno un importante vantaggio: una volta ottenuta la licenza per la vendita commerciale, grandi quantità di vaccini possono essere potenzialmente prodotte in modo rapido e conveniente, senza l’uso né del virus dell’influenza vivo né delle uova.
Dopo molti anni di sviluppo di vaccini antinfluenzali stagionali sono stati identificati i vantaggi dello sviluppo di un vaccino antinfluenzale stagionale a base di nanoparticelle. In particolare, le nanoparticelle dell’influenza possono mostrare regioni antigeniche conservate, che hanno il potenziale di suscitare anticorpi ampiamente neutralizzanti che possono offrire protezione contro una serie di ceppi derivati. Inoltre, le nanoparticelle offrono una maggiore purezza e producibilità e vantaggi per la co-formulazione con altri vaccini a loro volta a base di nanoparticelle.
Nel settembre 2017, la Novavax ha avviato uno studio clinico di Fase 1/2 di un vaccino candidato contro l’influenza stagionale con nanoparticelle, incluso il coadiuvante Matrix-M brevettato (“NanoFlu™”) negli adulti più anziani. Lo studio è randomizzato, in observer-blinded e active comparator-controlled in circa 330 adulti anziani sani. L’obiettivo primario dello studio è quello di valutare la sicurezza e l’immunogenicità di due concentrazioni (15 µg o 60 µg) di NanoFlu rispetto a un vaccino antinfluenzale autorizzato, Fluzone® High-Dose (“Fluzone HD”).
I dati preclinici di NanoFlu sono stati confrontati in uno studio head-to-head contro Fluzone HD di Sanofi, che attualmente è il principale vaccino antinfluenzale su licenza per il mercato degli adulti più anziani.
Il vaccino NanoFlu ha dimostrato una risposta immunitaria significativamente più forte e più ampia contro ceppi di influenza omologhi ed eterologhi, compresa una serie di ceppi “derivati” che si sono evoluti in più di un decennio di stagioni influenzali. In uno studio di sfida preclinico, è stato dimostrato che il NanoFlu era protettivo sia contro un virus omologo che contro un ceppo “drift” vecchio di dieci anni. Parallelamente, l’azienda ha annunciato il raggiungimento di miglioramenti significativi nella produzione e nella purezza del prodotto.
Virus respiratorio sinciziale candidato al vaccino con nanoparticelle della proteina F del virus respiratorio (vaccino RSV F)
La Novavax sta sviluppando un vaccino contro il virus della fusione sinciziale respiratoria (F) della proteina nanoparticella (RSV F Vaccino) per tre popolazioni target sensibili: neonati, tramite immunizzazione materna, adulti più anziani (60 anni e più) e bambini da sei mesi a cinque anni (pediatria). L’azienda ritiene che il Vaccino RSV F rappresenti un’opportunità commerciale multimiliardaria. Attualmente non è disponibile un vaccino RSV approvato.
Le infezioni ripetute e la suscettibilità permanente alla RSV sono comuni.
Attualmente stimiamo che il costo annuale globale della RSV superi gli 88 miliardi di dollari.
Nonostante decenni di sforzi per sviluppare un vaccino per la RSV, attualmente non ci sono vaccini autorizzati. Sebbene l’anticorpo monoclonale palivizumab (Synagis®) sia indicato per la prevenzione di gravi malattie delle basse vie respiratorie causate dalla RSV nei bambini ad alto rischio, non è indicato per l’uso in altre fasce di popolazioni.
La Novavax ha fatto un passo avanti nello sviluppo di un vaccino che prende di mira la proteina di fusione, o proteina F, del virus RSV. La proteina F ha sequenze di aminoacidi altamente conservate, chiamate siti antigenici, che si ritengono siano bersagli ideali per il vaccino. Il Palivizumab, che prende di mira anche il sito antigenico II, ha dimostrato di essere protetto in cinque studi clinici randomizzati.
La Novavax ha ingegnerizzato geneticamente un nuovo antigene della proteina F con il risultato di aumentare l’immunogenicità esponendo questi siti antigenici. Il vaccino Novavax RSV F Vaccine si assembla in una nanoparticella proteica ricombinante ottimizzata per la presentazione dell’antigene F-proteina. L’azienda sta cercando di portare sul mercato il primo vaccino RSV per combattere i 64 milioni di infezioni da RSV che si verificano ogni anno a livello globale.
Novavax starts Phase 1 clinical trial of coronavirus vaccine candidate
Dato il continuo sviluppo del vaccino RSV F e dei vaccini contro l’influenza stagionale a base di nanoparticelle, la Novavax crede nell’opportunità a lungo termine di sviluppare un vaccino respiratorio combinato RSV/influenzale. I primi sforzi di sviluppo preclinico indicano la possibilità di realizzazione di un tale vaccino combinato.
Vaccino Ebola GP
Il virus dell’Ebola (EBOV), precedentemente noto come febbre emorragica dell’Ebola, è una malattia grave, spesso mortale nell’uomo. Sono stati identificati più ceppi di EBOV, il più recente dei quali, il ceppo Makona, è associato ad un tasso di mortalità tra il 50% e il 90%. Attualmente non esistono trattamenti autorizzati che abbiano dimostrato di neutralizzare il virus, ma è in fase di sviluppo una serie di terapie ematiche, immunologiche e farmacologiche. Nonostante lo sviluppo di tali terapie, gli approcci vaccinali attuali mirano a un ceppo precedente del virus o sono stati inizialmente sviluppati per essere somministrati da vettori genetici. Al contrario, il candidato vaccino contro la glicoproteina EBOV (Ebola GP Vaccine) è stato sviluppato utilizzando il ceppo EBOV di Makona.
Nel luglio 2015, la Novavax ha annunciato i dati della sperimentazione clinica di Fase 1 del Vaccino Ebola GP in dosi crescenti, con e senza il coadiuvante Matrix-M, in 230 adulti sani. I partecipanti hanno ricevuto una o due iniezioni intramuscolari con o senza adiuvante, o placebo, e l’immunogenicità è stata valutata in più punti temporali, compresi i giorni 28 e 35. Questi dati di Fase 1 hanno dimostrato che il vaccino Ebola GP Vaccine è altamente immunogenico, ben tollerato e, in combinazione con l’adiuvante Matrix-M, ha portato ad una significativa riduzione del dosaggio dell’antigene. Anche se il vaccino adiuvante Ebola GP Vaccine era altamente immunogenico a tutti i livelli di dose, il regime adiuvante a due dosi induceva risposte geometriche medie anticorpali anti-GP di Ebola tra 45.000 e 70.000 unità ELISA. Il valore di questi anticorpi rappresenta un aumento di 500-750 volte rispetto alla linea di base al giorno 35. Nel 2015, l’azienda ha annunciato i dati di successo in due studi comparati e separati su primati non umani del vaccino GP Ebola in cui, in entrambi i casi, la sperimentazione è stata letale per l’animale di controllo, mentre il 100% degli animali immunizzati è stato protetto.
Novavax CEO: Vaccination Value | Mad Money | CNBC
LA TECNOLOGIA DEI VACCINI NOVAVAX
Novavax è uno dei principali innovatori dei vaccini ricombinanti. La tecnologia brevettata dei vaccini Novavax combina la potenza e la velocità dell’ingegneria genetica per produrre in modo efficiente una nuova classe di particelle altamente immunogeniche che rispondono a bisogni medici urgenti e non ancora soddisfatti.
Il potere di questa tecnologia è evidenziato dal programma per affrontare il virus respiratorio sinciziale (RSV), una delle principali cause di ospedalizzazione dei neonati e degli adulti più anziani. I tentativi di sviluppare un vaccino contro l’RSV sono stati bloccati nonostante 60 anni di ricerca da parte dei vaccinologi. La svolta scientifica nello sviluppo di un candidato vaccino con nanoparticelle RSV e i rapidi progressi nello sviluppo clinico sono esempi eccellenti della potenza della tecnologia di proprietà della Novavax.
Ingegneria genetica nelle cellule di insetti
La Novavax produce le nanoparticelle del vaccino in cellule originariamente isolate negli anni ’70 dalle ovaie del verme fall armyworm (Spodoptera frugiperda). La linea cellulare di insetti Sf9 può crescere in apparente perpetuità se infettata da un baculovirus (BV), un virus che infetta solo gli insetti. Poiché un baculovirus può essere progettato per trasportare uno o più geni di interesse, può essere usato per “programmare” (infettare) le cellule Sf9, per produrre in modo efficiente la proteina o le proteine desiderate che sono correctly- folded e biologicamente attive. Novavax utilizza il sistema Sf9 per costruire nanoparticelle proteiche ricombinanti che hanno il potenziale di fornire una maggiore protezione.
Nanoparticelle di proteine ricombinanti
Il “candidato” vaccino RSV dimostra come gli scienziati Novavax utilizzano la piattaforma tecnologica ricombinante Sf9/baculovirus per creare nuovi prodotti.
Si inizia con l’identificazione di una specifica proteina superficiale con proprietà immunogeniche favorevoli. La proteina di fusione RSV (proteina F) è un’importante proteina di superficie, centrale nel processo della malattia. Si identifica prima la sequenza genetica della proteina F e poi viene clonato il gene nella BV. La BV ingegnerizzata viene poi utilizzata per infettare le cellule Sf9, dove utilizza il macchinario interno delle cellule Sf9 per produrre la proteina F di RSV. Come le cellule Sf9 producono le proteine ricombinanti RSV F-proteine, le proteine si piegano correttamente, subiscono una serie di modifiche programmate, e sono infine trasportate alla superficie della cellula. Le proteine RSV F correttamente piegate e modificate vengono poi estratte dalla superficie cellulare e purificate per mantenere la loro struttura tridimensionale e la loro attività biologica, fungendo in ultima analisi da molecola immunogenica nel vaccino.
Nel virus RSV nativo, la proteina F è instabile e non sembra indurre risposte immunitarie completamente protettive. Tuttavia, gli scienziati Novavax hanno introdotto modifiche specifiche per garantire che la proteina F ricombinante nel candidato vaccino sia più stabile. Gli scienziati hanno anche progettato le proteine F ricombinanti per autoassemblarsi in costrutti di nanoparticelle che si avvicinano alle dimensioni del virus RSV, una strategia che ha dimostrato di migliorare la risposta immunitaria. Si ritiene che questo approccio ingegneristico del vaccino ricombinante fornisca un’immunità robusta e funzionale, e possa essere applicato a un’ampia varietà di malattie virali, batteriche e parassitarie.
Vantaggi della tecnologia di produzione Novavax
La piattaforma di produzione Novavax presenta una serie di importanti vantaggi.
Courtesy of Novavax
I costrutti genetici accuratamente progettati permettono di adattare i vaccini ai componenti chiave degli agenti patogeni, che si ritiene migliorino l’immunità funzionale e portino a una migliore protezione contro le infezioni e le malattie.
La piattaforma Sf9/BV esprime in modo efficiente grandi antigeni e particelle, che a loro volta promuovono un’immunogenicità superiore e una migliore immunità funzionale.
La piattaforma di produzione è in grado di produrre proteine correttamente piegate e modificate, che possono essere fondamentali per l’immunità funzionale e protettiva.
A differenza della produzione tradizionale del vaccino antinfluenzale, non si ha bisogno di far crescere un virus influenzale vero e proprio, ottenere uova di pollo embrionate, adattare il virus o ottimizzare nuovi ceppi per crescere nelle uova. Questo metodo vecchio di 50 anni richiede dai quattro ai sei mesi di tempo per produrre un nuovo ceppo di virus e un investimento significativo in impianti di produzione fissi.
La piattaforma tecnologica ricombinante Sf9/BV è la base per un portafoglio di nuovi vaccini che rappresentano importanti progressi e rispondono alle attuali esigenze mediche non soddisfatte. La innovazione introduce un significativo vantaggio immunologico, incarnato dalla presentazione degli antigeni come particelle altamente immunogeniche nella loro configurazione nativa, e solidi principi di sviluppo, come sistema di produzione di vaccini ricombinanti scalabili ed efficienti.
PARTNERS
Novavax ha una serie di partnership attive in tutto il mondo, tra cui un contratto con la Bill & Melinda Gates Foundation, Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA) per sviluppare vaccini per l’influenza stagionale e pandemica per un valore fino a 179 milioni di dollari, nonché una collaborazione continuativa con Cadila Pharmaceuticals e una partnership con LG Life Sciences.
Ma conviene utilizzare il MES? Sì, perché ha l’enorme potenza di fuoco di 400 miliardi di euro. Come ripete il mainstream.
Ma è proprio vero tutto questo?
Attualmente il MES ha una dotazione di capitale versato dagli Stati aderenti al trattato di circa 80 miliardi di euro. L’Italia ha contribuito con 14 miliardi.
Come è ottenibile il raggiungimento dei 320 miliardi mancanti? Un esempio, il ricorso ad emissione di obbligazioni da collocare nei mercati finanziari.
Purtroppo la concretizzazione di questo metodo, data l’entità dell’importo, necessiterebbe di molto tempo. Troppo.
Una via più breve potrebbe realizzarsi attraverso l’emissione di obbligazioni da parte del MES e loro successivo acquisto diretto da parte della BCE.
Ma dato che la BCE ha dichiarato di essere disposta ad acquistare i titoli emessi dagli Stati membri in base al cosiddetto piano PEPP, ovvero al Piano Acquisto per Emergenza Pandemica.… la domanda sorge spontanea (come direbbe un famoso presentatore): perché dobbiamo prendere soldi in prestito dal MES che si fa a sua volta finanziare dalla BCE?
Si vuole spingere verso il MES dichiarando che in questo caso specifico (crisi Covid-19) non saranno applicare condizionalità. Ma siamo sicuri di questo?
Per rispondere a questa domanda analizziamo gli articoli 3 e 12 del trattato sul MES.
Art. 3: L’obiettivo del MES è quello di mobilizzare risorse finanziarie e fornire un sostegno alla stabilità, secondo condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, a beneficio dei membri del MES che già si trovino o rischino di trovarsi in gravi problemi finanziari, se indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e quella dei suoi Stati membri. A questo scopo è conferito al MES il potere di raccogliere fondi con l’emissione di strumenti finanziari o la conclusione di intese o accordi finanziari o di altro tipo con i propri membri, istituzioni finanziarie o terzi.
Art. 12: Ove indispensabile per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona euro nel suo complesso e dei suoi Stati membri, il MES può fornire a un proprio membro un sostegno alla stabilità, sulla base di condizioni rigorose commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto. Tali condizioni possono spaziare da un programma di correzioni macroeconomiche al rispetto costante di condizioni di ammissibilità predefinite.
E’ chiaro quindi, da questi articoli, che le “condizioni rigorose” sono insite nel trattato.
Ma se ci è stato detto 1) che non verranno applicate le regole del trattato sul patto di stabilità 2) che la BCE ha acconsentito ad acquistare obbligazioni emesse direttamente dagli Stati. Ancora una volta ….la domanda sorge spontanea: ma, con queste possibilità a disposizione, l’Italia ha veramente “gravi problemi finanziari”?
Perché dovremmo entrare in questo “perverso” meccanismo, che ci sottoporrà comunque alla Troika, come abbiamo visto, a dispetto di qualunque altra cosa ci vogliono far credere?
Dobbiamo tenere presente che i prestiti del MES sono crediti privilegiati, quindi verranno rimborsati prima degli altri. Questo inevitabilmente metterà in allarme i futuri investitori che vorranno acquistare titoli dello Stato, con il conseguente andamento negativo dei tassi d’interesse.
Viene da chiedersi del perché alcune forze politiche abbiano richiesto con tanto accanimento il ricorso al MES.
Vale la pena ricordare che la legge 234 del 2012 pone cautele specifiche quando vi siano modifiche o nuovi accordi che prevedono conseguenze rilevanti per la finanza nazionale, come chiaramente esplicato nell’articolo 5, riportato di seguito:
Art 5 Consultazione delle Camere su accordi in materia finanziaria o monetaria
1. Il Governo informa tempestivamente le Camere di ogni iniziativa volta alla conclusione di accordi tra gli Stati membri dell’Unione europea che prevedano l’introduzione o il rafforzamento di regole in materia finanziaria o monetaria o comunque producano conseguenze rilevanti sulla finanza pubblica.
2. Il Governo assicura che la posizione rappresentata dall’Italia nella fase di negoziazione degli accordi di cui al comma 1 tenga conto degli atti di indirizzo adottati dalle Camere. Nel caso in cui il Governo non abbia potuto conformarsi agli atti di indirizzo, il Presidente del Consiglio dei Ministri o un Ministro da lui delegato riferisce tempestivamente alle Camere, fornendo le appropriate motivazioni della posizione assunta.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche nel caso di accordi conclusi al di fuori delle disposizioni del Trattato sull’Unione europea e del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea nonche’ in caso di modifica di precedenti accordi.
Ed è innegabile che il ricorso al MES produca conseguenze rilevanti sulla finanza pubblica!
Il governo ha rilasciato dichiarazioni ad autorevoli testate giornalistiche sul MES senza avere avuto preventivi indirizzi da parte del Parlamento. Infatti ad oggi ci stiamo ancora chiedendo come si esprimerebbero alcune forze politiche della maggioranza.
Quindi in base alla normativa, qualunque ricorso al MES dovrebbe essere preceduto necessariamente da indicazioni parlamentari.
Ricapitolando e per concludere: il MES ad oggi ha una dotazione di capitale di circa 80 miliardi di euro, per arrivare ai famosi 400 occorre che il MES stesso emetta obbligazioni e che queste, per fare presto, debbano essere acquistate dalla BCE.
Non ci saranno condizionalità? Ma ad oggi il trattato parla chiaro e, visto che non è stato modificato, le regole rimangono quelle.
A mio parere prima si provvede alle modifiche del trattato poi si entra nell’accordo. Condizioni chiare oggi per non essere ricattati domani!
L’Italia ha contribuito al Mes, o Meccanismo Europeo di Stabilità, e ad altri fondi, come l’ESFS, per circa 60 miliardi di Euro attraverso le tasse pagate dai suoi cittadini.
Il Mes fu pensato, inizialmente, proprio per i Paesi che avevano perso l’accesso ai mercati finanziari e quindi avevano necessità di un prestito ponte finché non si fosse ripristinata la fiducia degli stessi mercati nei loro confronti per poter avere di nuovo accesso al credito.
Ora, se alti esponenti di un qualunque governo solo accennassero alla necessità di un ricorso al Mes, sotto qualsiasi forma, dalla semplice dichiarazione sui media ad affermazioni rilasciate in sede di intervista su giornali specializzati, darebbero un pessimo segnale ai mercati, i quali recepirebbero la difficoltà di quel Paese. L’immediata e probabile conseguenza potrebbe essere un aumento dei tassi d’interesse richiesto da parte dei mercati finanziari, giustificato da un percepito aumento di rischio, e quindi un aumento dello spread. D’altronde voi prestereste denaro a chi dichiara di avere difficoltà economiche?
Ma ricorrere effettivamente al Mes comporta anche un’altra serie di problemi legati alle cosiddette condizionalità.
Il Paese che ricorre al Mes verrà sottoposto ad un memorandum con la conseguenza di un controllo diretto da parte della cosiddetta Troika, formata dalla Commissione Europea, dal Fondo Monetario Internazionale e dalla BCE.
Ma cosa potrebbe comprendere questo famoso memorandum? ad esempio tagli alla spesa Pubblica, privatizzazioni e riforma del mercato del lavoro, ma non per renderlo un diritto più sicuro, bensì per dargli maggiore flessibilità, tradotto “precarizzazione del lavoro”!
Sui tagli alla spesa pubblica la Grecia ha fatto scuola!
La Grecia ha visto scomparire il suo Servizio Sanitario Nazionale fino a non avere più fondi neanche per la fornitura di medicinali e cure ai malati oncologici! Per non citare l’occultamento del dato sull’aumento della mortalità infantile!
Di fatto, quindi, il Mes, questo meccanismo salvastati, non sarebbe altro che un modo per riavere indietro, in prestito, denaro proprio, versato dallo Stato richiedente in tempi precedenti attraverso sacrifici e tagli, da restituire maggiorato da interessi passivi, con condizionalità sul suo utilizzo, innanzitutto, e in secondo luogo, ma non d’importanza, accettando condizioni di controllo dalla su citata Troika! Si è mai visto un “meccanismo” più perverso? Neanche un pazzo!!
I contratti a termine e i contratti futures sono strumenti finanziari che permettono ai partecipanti al mercato di compensare o assumere il rischio di una variazione di prezzo di un’attività nel tempo.
Un contratto future è distinto da un contratto forward in due modi importanti: in primo luogo, un contratto future è un accordo giuridicamente vincolante per acquistare o vendere un’attività standardizzata in una data specifica o durante un mese specifico. In secondo luogo, questa operazione è facilitata attraverso una borsa dei futures.
Il fatto che i contratti future siano standardizzati e negoziati in borsa rende questi strumenti indispensabili per i produttori di materie prime, i consumatori, i commercianti e gli investitori.
Cosa significa un contratto standardizzato
Un contratto a termine negoziato in borsa specifica la qualità, la quantità, i tempi di consegna fisica e il luogo per il prodotto in questione. Questo prodotto può essere una merce agricola oppure può essere un bene finanziario.
Le specifiche del contratto sono identiche per tutti i partecipanti. Questa caratteristica dei contratti future consente all’acquirente o al venditore di trasferire facilmente la proprietà del contratto tramite un’operazione di trading. Data la standardizzazione delle specifiche del contratto, l’unica variabile del contratto è il prezzo.
I contratti futures sono prodotti creati da borse regolamentate, pertanto, la borsa è responsabile della standardizzazione delle specifiche di ogni contratto.
Lo scambio tramite le borse garantisce inoltre il rispetto del contratto, eliminando il rischio di controparte. Ogni contratto a termine negoziato in borsa viene liquidato centralmente. Ciò significa che quando un contratto future viene acquistato o venduto, la borsa diventa l’acquirente per ogni venditore e il venditore per ogni acquirente. Ciò riduce notevolmente il rischio di credito associato all’inadempienza di un singolo acquirente o venditore.
La borsa elimina così il rischio di controparte e, a differenza di un mercato di contratti a termine, fornisce l’anonimato ai partecipanti al mercato dei futures.
Riunendo acquirenti e venditori nella stessa piattaforma di trading, la borsa permette ai partecipanti di entrare e uscire dal mercato con facilità, rendendo i mercati dei futures altamente liquidi e ottimali per la determinazione del prezzo.
Gli ultimi due mesi hanno incluso un sacco di momenti del tipo “beh… non l’ho mai visto prima”.
Anche in un ambiente di professionisti, tuttavia, probabilmente l’evento più inaspettato è stato vedere il prezzo del petrolio scendere in territorio negativo.
Cerchiamo di capire come questo può accadere.
Un contratto “Forward” è un accordo tra due parti per scambiare un’attività con un determinato prezzo in una determinata data futura. “Futures” è semplicemente il termine per un forward che opera in borsa.
Ci sono prove che alcune versioni di contratti tipo forward esistono già da centinaia di anni. E’ facile capire la loro importanza per acquirenti e venditori di beni, come le materie prime agricole, che vorrebbero ridurre l’incertezza sui prezzi futuri. Un esempio? Per un produttore di pasta alimentare sarà molto più semplice procedere ad un suo piano industriale sapendo che il prezzo della materia prima sarà fissato a priori, senza rischi di perdite sul prezzo. Dall’altra parte, il fornitore di materia prima saprà sin da subito che il suo prodotto avrà una certa collocazione e remunerazione.
I futures negoziati in borsa hanno il vantaggio di avere già fissati da subito i termini dei contratti, su quantità, date e opzioni di consegna. In questo modo ogni partecipante al mercato non deve negoziare ogni singolo termine per ogni transazione.
Questo tipologia di contratto, concordato in anticipo rispetto al momento della scadenza dello stesso, comporta una continua oscillazione dei prezzi del sottostante, dalla data di stipula del contratto alla data della sua scadenza. Queste oscillazioni sono state osservate dagli speculatori i quali hanno pensato di “approfittare” di queste variazioni ed entrare con delle loro operazioni, autonome rispetto alle parti del contratto base, e “scommettere” su queste oscillazioni.
La stragrande maggioranza dei contratti futures sulle materie prime che vengono scambiati non si traduce quasi mai nella consegna fisica dell’oggetto sottostante. La maggior parte degli speculatori approfitta della variazione dei prezzi mentre i contratti sono ancora in essere, ma poi chiudono le loro operazioni uscendo prima della loro scadenza.
Queste transazioni un tempo avvenivano in “open-outcry” di persona, ma ora si realizzano quasi esclusivamente nei mercati elettronici – aggiungendo una grande efficienza e una trasparenza istantanea dei prezzi per i trader e gli investitori di tutto il mondo.
Negli anni ’70 il Chicago Board of Trade e il Chicago Mercantile Exchange hanno aggiunto contratti a termine su strumenti finanziari come le obbligazioni, le valute e gli indici azionari, molti dei quali sono stati regolati con pagamenti in contanti piuttosto che con la consegna fisica del sottostante. Sembrerebbe quasi che i “futures” siano assimilati a delle scommesse!
Nel 2008 il CME ha acquistato il New York Mercantile Exchange (NYMEX), aggiungendo alla sua offerta un portafoglio di futures energetici e prodotti di opzioni, compresi i contratti WTI di riferimento.
Le stanze di compensazione della borsa raccolgono i depositi di margine da tutti i partecipanti, prima di consentire loro di negoziare. Poi agiscono come controparte de facto tra tutti gli acquirenti e i venditori, garantendo che la solvibilità di una data controparte non sia mai un problema. Ogni giorno rivalutano ogni conto per essere certi che tutti i partecipanti possano soddisfare i loro obblighi finanziari nei confronti del mercato. Con la stanza di compensazione che funge da compratore per ogni venditore e viceversa, ogni operatore ha la garanzia di ricevere il denaro che gli spetta.
Nonostante il fatto che la maggior parte dei traders non intenda mai prendere o fornire la consegna, la possibilità di un effettivo scambio di beni è il fondamento di questi mercati. Lo scambio specifica uno o più luoghi in cui i venditori possono consegnare i loro beni e dove gli acquirenti sono tenuti a prendere accordi per immagazzinarli o trasportarli via.
Per i partecipanti al mercato che non hanno relazioni che permettano loro di trasportare o immagazzinare merci fisiche, questi costi si sommano rapidamente e riducono altrettanto rapidamente i profitti apparenti di un’operazione a termine, trasformandoli invece in un’enorme perdita.
Tra i molti fattori che hanno causato il movimento dei prezzi aberrante di questa settimana, il problema della consegna sembra aver avuto il maggiore impatto. È stato riferito che tutte le aziende che possono essere impiegate per il trasporto o lo stoccaggio del petrolio greggio in Texas e Oklahoma erano a pieno regime e non accettavano nuovi clienti.
Improvvisamente, i traders che erano in acquisto sui contratti a termine di maggio, di prossima scadenza, si sono trovati di fronte alla possibilità di essere costretti ad accettare la consegna fisica. Alcuni di loro erano disposti a chiudere le posizioni addirittura ad un prezzo negativo. Stavano pagando per il privilegio di non possedere un bene.
I dirigenti della CME avevano chiarito in precedenza che i prezzi dei futures potevano in realtà avrere un valore negativo, anche se non era mai successo prima. Per un breve periodo, questo è esattamente ciò che è successo e a un giorno dalla scadenza. Il contratto WTI di maggio ha chiuso a -37,63 dollari al barile.
Ma c’è di più! Dopo aver liquidato le negoziazioni a prezzi negativi, l’ECM ha annunciato che sarebbe stato possibile negoziare anche le opzioni con un prezzo d’esercizio negativo. Ha perfettamente senso. Se un determinato prezzo è possibile per un contratto a termine, è ragionevole che alcuni partecipanti al mercato vogliano negoziare opzioni a questi strike.
Si tratta inoltre di una complicazione davvero bizzarra.
Immaginate la meccanica di un’opzione put con un prezzo d’esercizio negativo. In teoria, si potrebbe vendere e riscuotere un premio in qualunque momento. Poi, alla scadenza l’acquirente si terrebbe il premio raccolto o eserciterebbe l’opzione, riceverebbe 1.000 barili di greggio WTI e un pagamento in contanti per l’ammontare dello strike dell’opzione.
Voglio essere assolutamente chiaro sul fatto che non sto consigliando a nessuno di vendere nudo il petrolio. Le suddette questioni relative al prezzo di stoccaggio e di consegna potrebbero facilmente cancellare tutti i potenziali profitti e trasformare la trade in una grande perdita.
Alcune precisazioni per chi opera con le opzioni:
Fondamentalmente, le negoziazioni di opzioni si riducono ad alcune semplici decisioni. Quanto pago (o vengo pagato) per entrare nella posizione? Quali sono i miei diritti o le mie responsabilità? A quali attività o pagamenti avrò diritto (o devo) durante la vita del trade?
In periodi insoliti come quelli che stiamo vivendo in questo momento, esaminare i potenziali rischi e benefici delle operazioni di trading di opzioni può essere un esercizio molto interessante. Ricordatevi però di fare molta attenzione prima di fare trading. Quando qualcosa sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è.
“Pecunia non olet”. Sembra che tale sia stata la risposta dell’imperatore Vespasiano a suo figlio Tito che lo criticava per aver imposto una tassa sui bagni pubblici. Ossia il denaro non ha odore, il denaro è sempre denaro qualunque sia la sua provenienza. Questa è solo una delle molteplici opinioni sul denaro.
In realtà il concetto di denaro è caricato di significati simbolici soggettivi che dipendono dall’appartenenza socio-culturale, dalle tradizioni, dalle credenze religiose, dall’educazione familiare nonché dalle esperienze individuali di una persona.
Nel momento in cui si approccia una attività che ha direttamente a che fare con lo scambio di denaro vale la pena di chiedersi quale sia a livello subconscio il nostro rapporto con il denaro poiché il sistema di credenze, di convinzioni che si hanno può influire, anche pesantemente, nel successo dell’attività che si vuole intraprendere.
Anche se la mente conscia sembra lucida e ben determinata nell’intenzione di voler raggiungere migliori livelli economici, nel subconscio si potrebbero annidare credenze limitanti. Credenze provenienti dalla morale collettiva, dal comune sentire, affermazioni come “i soldi non fanno la felicità”, “il denaro è lo sterco del diavolo”.
Oppure inconsciamente si potrebbero attribuire alle persone facoltose caratteristiche poco piacevoli come disonestà o assenza di scrupoli, caratteristiche che confliggono con il sistema di valori trasmesso dalla famiglia o dalla religione e, viceversa, si potrebbero vedere le persone povere come moralmente rette e questo potrebbe creare legami inconsci e adesione a modelli che ci tengono ancorati a determinati livelli economici.
Si deve tenere ben presente che queste non sono verità ma dipendono solo da come il subconscio le percepisce.
E ancora, per rimanere in un ambito più legato all’educazione familiare e agli aspetti psicologici, il possedere denaro può creare lo stress di doverlo amministrare e conservare. Ciò coinvolge livelli di autostima, aspetti relativi all’essere in grado di fare, il sentirsi capaci di raggiungere determinati obiettivi, farcela o non farcela.
E’ importante svincolare queste credenze limitanti dal concetto di denaro che va piuttosto considerato una energia neutra, un mezzo per il raggiungimento dei nostri fini.
Stilare un elenco di tutte le credenze relative al possedere denaro e al non possederlo può riservare delle sorprese e può essere utile per rafforzare le credenze potenzianti e liberarsi di quelle limitanti, una volta che siano state riconosciute.
Un altro modo per cominciare a fare chiarezza è anche porre attenzione al dialogo interiore, a ciò che la mente ci dice rispetto al denaro e alla ricchezza. Quali sono i suoi messaggi rispetto al meritare di vivere nell’abbondanza? E cosa ci dice riguardo al sacrificio, alla fatica, al duro lavoro?
Essere consapevoli è il primo passo nel cammino verso il cambiamento e da qui si può partire per creare una buona relazione con il denaro. Considerarlo buono e utile per la crescita personale e il benessere. Considerarlo accessibile e lasciare che fluisca verso di noi. Sentire che si merita di essere prosperi e di avere soldi in abbondanza.
Dal momento che la nostra rappresentazione della realtà determina in larga misura la nostra “esperienza” della realtà cerchiamo di porre attenzione a tutto quello che già possediamo per spostarci mentalmente dalla “mancanza” “scarsità” all’abbondanza. Cerchiamo di notare i segnali di abbondanza nella nostra vita, osservare tutto ciò che già si possiede e che si dà per scontato. Ampliare il concetto di abbondanza ad altri ambiti al di là del denaro fino a ricomprendere amicizie, affetti, tutto ciò che ci fa stare bene.
E poi muoversi nella direzione verso la quale si vuole andare, muoversi verso il nostro fine. Cominciare ad agire come se fossimo già lì dove vogliamo essere. Leggere libri giornali articoli in cui si parla di finanza. Frequentare persone che se ne occupano. Evitare persone che tolgono energia. Condividere con altri il percorso.
Creiamo il nostro universo soggettivo dove siamo già lì dove vorremmo essere.
Come sosteneva Henry Ford: “Sia che tu pensi di farcela sia che pensi l’opposto in entrambi i casi avrai ragione”.
Il 20 aprile i futures sul petrolio greggio degli Stati Uniti sono diventati negativi per la prima volta nella storia, concludendo la giornata ad un sorprendente meno 37,63 dollari al barile a seguito delle numerose vendite da parte dei traders per il rapido riempimento dello spazio nello stoccaggio chiave presso Cushing, Oklahoma.
Anche il Brent crude, punto di riferimento internazionale, è crollato. Ma in questo caso non si è verificato in modo disastroso grazie ai maggiori spazi di stoccaggio.
Il contratto WTI di maggio è sceso di 55,90 dollari, con un prezzo finale di – 37,63 dollari al barile dopo aver toccato il minimo storico di -40,32 dollari.
Il Brent è sceso di 2,51 dollari, per stabilirsi a 25,57 dollari al barile.
Il contratto WTI di giugno ha avuto maggiori scambi, cosi da raggiungere il livello molto più alto di 20,43 dollari. Ad un certo punti si è addirittura avuto un allargamento dello spread dei contratti tra maggio e giugno pari a 60,76 dollari, il più ampio della storia per due contratti mensili più vicini.
Il motivo di questo disastro nel mercato del greggio è sicuramente imputabile al crollo della domanda fisica di greggio, che si è prosciugata per il lock down a cui sono stati costretti miliardi di persone in applicazione delle misure di contenimento del Covid-19, creando, di contro, un eccesso di offerta globale.
Quando un contratto futures scade, i traders devono decidere se prendere in consegna il petrolio, nel vero senso della parola, o, se eseguire il “roll-over” delle loro posizioni in un altro contratto futures per un mese successivo, come normalmente viene fatto.
Di solito questo processo è relativamente semplice, ma questa volta ci sono pochissime controparti che acquistano dagli investitori i quali, per evitare il materiale acquisto (!), sono stati costretti a svendere i loro contratti in essere.
Lo spazio di stoccaggio a Cushing in Oklahoma si sta riempiendo rapidamente.
Le raffinerie lavorano molto meno greggio del normale, per cui centinaia di milioni di barili sono confluiti in impianti di stoccaggio in tutto il mondo. I commercianti hanno noleggiato navi solo per ancorarle e riempirle con il petrolio in eccesso. Un record di 160 milioni di barili si trova nelle petroliere di tutto il mondo!
Molti investitori, nell’acquisto dei loro contratto, potrebbero essere stati fuorviati da quello che sembrava essere un prezzo del petrolio molto basso e non hanno considerato la scadenza mensile dei contratti futures.
Anche se più di una settimana fa in Arabia Saudita e in Russia si è deciso di tagliare la produzione di 9,7 milioni di bbl/d, non si è ridotta la sovra produzione globale.
Dall’inizio dell’anno i prezzi del petrolio Brent sono crollati di circa il 60% , mentre i futures statunitensi sul greggio sono scesi di circa il 95%, livelli ben al di sotto dei costi necessari per molti perforatori di scisto. Questo ha portato ad un arresto delle perforazioni e a drastici tagli alla spesa del settore.
I deboli dati economici globali mettono sotto pressione anche i prezzi! L’economia tedesca è in grave recessione ed è improbabile che la ripresa sia rapida a causa del prolungamento delle restrizioni legate al coronavirus, che potrebbero rimanere in vigore per un periodo prolungato, come dichiarato dalla Bundesbank il 20 aprile.
Nel frattempo, le esportazioni giapponesi sono diminuite al minimo degli ultimi quattro anni, incluso il mercato automobilistico.
Le maggiori compagnie del Nord America sono stati concordi nel dichiarare fosche prospettive economiche nel prossimo futuro.
Il Canada, il quarto produttore mondiale di petrolio, ha iniziato a frenare la produzione, ma gli analisti dicono che i tagli più consistenti dovranno ancora arrivare.
Anche la Russia, attraverso il suo ministero dell’energia, ha programmato un’ulteriore riduzione di produzione del greggio di circa il 20% rispetto ai livelli medi di febbraio.